giovedì 5 marzo 2009

La caccia alle streghe

Nel corso del XII secolo, ebbero ampia diffusione i monasteri femminili. Verso la fine del secolo però, la religiosità delle donne cominciò ad esprimersi al di fuori di qualsiasi regola, trovandosi così esposta all'accusa di eresia.
Oltre alla persecuzione degli eretici, ebbe vita verso la fine del XIV secolo la "Caccia alle streghe". Tutto iniziò con papa Gregorio IX, che decretò che gli eretici dovessero essere condannati: infatti ci furono centinaia di morti torturati e bruciati.
Alle presunte cerimonie stregonesche la Chiesa oppose le sue “forme di magia”, riprese dalle Antiche Religioni: acqua santa, rosari benedetti, reliquie, ecc. Nonostante tutte queste armi "divine", più torturava, bruciava ed uccideva, più c'erano streghe, maghi e fattucchiere, tanto che interi paesi vennero spopolati bruciandone gli abitanti. Ad aggravare, in un certo senso, la situazione delle donne fu il Malleus Malleficarum, pubblicato da Heinrich Kramer e Jakob Sprenger incoraggiati da papa Innocenzo VIII.
Questo libro raccoglieva tutte le credenze e superstizioni popolari che spesso si univano alla dottrina della Chiesa. Inoltre dava anche direttive su come svolgere i processi e le torture: indicativo dei pensieri morbosi, specialmente verso le donne, a quel tempo.
Quest’opera riscosse un grande successo, tanto che fu tradotto in francese, inglese tedesco e italiano e fece crescere a dismisura la caccia.

La maggior parte dei roghi in Italia si ebbe nella prima parte del ‘500, soprattutto nell'Italia Settentrionale ed in Toscana, con un solo caso a Benevento.
Le persecuzioni maggiori si svolsero in:

- Val Camonica
, 1518-1521: la più grande caccia alle streghe, dove vi furono tra i 62 e gli 80 roghi;
- Como, 1500: circa 60 roghi
- Val di Fiemme, 1501-1505: 11 roghi
- Mirandola, 1522-1523: 10 roghi
- Poveragno (Cn), 1513: 9 roghi

Il numero delle streghe morte in Italia è non verificabile, in quanto molte volte venivano distrutti i verbali insieme alle streghe perché non rimanesse traccia di quella infamia, talvolta erano i parenti delle streghe a comperare i verbali per cancellare ogni prova di cattivo nome della famiglia.

Alcuni dei paesi maggiormente caratterizzati dalla presunta stregoneria femminile sono:

VILLACIDRO (SARDEGNA)
Le streghe erano viste come esseri malefici, che avevano il potere di trasformarsi in animali e in oggetti e, per entrare nelle case, si tramutavano in mosche, o in gatti, che passeggiavano la sera sui tetti in cerca di qualche finestra aperta.
A Villacidro, esiste ancora oggi la Chiesetta campestre di San Sisinnio, che viene invocato dai fedeli per annullare il potere malefico di streghe e fattucchiere.

SOSTILA (VAL FABIOLO)
Soprannominato anche Paese delle Streghe, qui esistono pozzi, case, massi, radure e ampi spazi per i convegni diabolici, per il sabba, per le attività malefiche a danno di raccolti, animali e uomini. Gli abitanti di Sostila non erano molto contenti di questa diceria, ma proprio questo paese pare fosse abitato da un certo numero di streghe.

MASCETA (TOSCANA)
In Garfagna, proprio ai piedi del paese di Magliano, tra secolari alberi di castagno, nei tempi andati c’era una sorgente d’acqua freschissima, che era chiamata la fonte di Masceta.
Si narra che tanto tempo fa, in una notte di luna, un uomo del borgo, andando verso la fontana, si trovò improvvisamente davanti ad una scena incredibile: alla luce di un falò, giovani donne scarmigliate e mezze nude, danzavano selvaggiamente.
Alla vista dell’uomo, le donne, che erano streghe, gli si gettarono contro. Il poveraccio, vedendosi perduto, prese il suo coltello a serramanico e formando una rozza croce, riuscì a salvarsi.
Da quella volta, dopo il tramonto, chi andava alla fonte, non mancava di portare con sé un piccolo rosario o un altro segno sacro.










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